Officine Farneto; Roma; 18/04/2016

Che infausto giorno per la craft beer, quello in cui la grande (grandissima) distribuzione e l’industria pesante si mettono insieme nel tentativo di inserirsi nel mercato dell’artigianale.

Alle Officine Farneto, Partesa, la società di proprietà del gruppo Heineken con il compito di costruire una rete commerciale di distribuzione di prodotti legati al beverage, ha invitato gli operatori del settore per presentare tutto il loro nuovo catalogo di birre in distribuzione 2016 (una serie infinita di marchi più e meno noti legati perlopiù all’industria della birra oltre a qualche nome meno conosciuto). Ne approfittano per lanciare la nuova e fiammante Heineken H41, la lager fatta coi lieviti della storia già trita del quarantunesimo parallelo, quello in cui i mastri birrai di Heineken avrebbero trovato in Patagonia la madre di tutti i lieviti madre usati per le lager beer di tutto il mondo. Come diamine sia stato possibile nessuno lo sa e tantomeno cosa ci facessero quei poveri birrai in Patagonia… Ad ogni modo questa fantastica storia viene usata per cercare di convincerci che la H41 sia una lager artigianale: purtroppo noi non siamo dei Marlin nell’oceano e loro non sono dei pescatori esperti; morale della favola… non abbocchiamo (e mai abboccheremo)!

L’evento è talmente carico di birra spazzatura che davvero non vale la pena parlarne, ci aggiriamo tristemente tra gli stand mangiando piccoli tarallini stoppacciosi che dovrebbero invogliarci a bere fiumi e fiumi di birra e all’inizio ci proviamo anche… veramente una missione complessa quella dell’assaggiatore quest’oggi…

A un tratto però giunge la luce, quel momento che dà un senso ad una triste giornata: andando verso i bagni si erge solitario lo stand di Maiella. Ce lo guardiamo sbigottiti pensando a cosa diamine possa farci il birraio in persona a presentare i suoi prodotti in un posto come quello.

La memoria torna a quelle serate di qualche anno fa quando bevemmo per la prima volta la Bucefalo, la dolcissima stout con cui entrò nei nostri cuori senza lasciare più la nostra memoria.

Con un garbo eccezionale Mr Maiella, Massimiliano Prinzio, ci introduce ai suoi prodotti, quasi tutti sui generis e fuori stile ma con un’ottima personalità e un gusto fuori dal comune. Ci invita a visitare il birrificio a Chieti, a percorrere quelle terre e  a mangiare i prodotti locali, parlandoci di qualche ristorantino nei dintorni e qualche eventuale B&B dove passare la notta quando ci venisse il ghiribizzo. Inevitabilmete gli chiediamo come fosse possibile che sia una multinazionale a distribuire i suoi prodotti su Roma. Lui ci risponde candidamente che era stata una scelta dettata dalla voglia di non voler fare torto nessuno degli altri piccoli distributori; che aveva collaborato con Partesa in Abruzzo (dove i piccoli distributori indipendenti non sono una realtà affermata) e che quindi andava bene così. Certo per alcuni versi la scelta potrebbe essere considerata discutibile, ma d’altronde chi siamo noi per giudicare?

Il morale della favola è sempre lo stesso: bere birra artigianale ha senso; bere birra industriale, no…nemmeno quando è gratis!! 

IMG Birrificio.maiella.di Prinzio.massimiliano
IMG Contesto.birra Snack
IMG Contesto.birra. Degustazione.birra
IMG Officine Farneto. Contesto Birra
IMG Officine.farneto.contesto.birra

Per informazioni sul birrificio Maiella, ecco il link del sito: www.birrificiomaiella.net