Sabato 18 giugno abbiamo incontrato i ragazzi del birrificio emergente Mash Out, Luca e Germana. Ci hanno raccontato la loro storia e il loro desiderio di cambiare vita dedicandosi interamente alla produzione della nostra amata bevanda.

Come ormai tantissimi, iniziano a casa come home brewer e quello che inizia come un hobby diventa presto passione: la birra che producono insieme piace a loro e alle persone a cui la fanno assaggiare: i complimenti arrivano anche da qualche ristoratore ma chiaramente questo non basta. Si decidono quindi a prendere in mano la situazione, compito non facile per coloro che vogliono fare impresa in Italia; nonostante questo Luca e Germana decidono di investire in un piccolo impianto da 200 litri cercando inizialmente di radicarsi sul territorio circostante (Formello) conquistando quel mercato in breve tempo. Decidono di saltare a piè pari la fase del beer firm (prendere in affitto un impianto già operativo di un’altra azienda per il brassaggio) che sempre più giovani usano agli esordi per entrare sulla piazza senza incorrere in esagerati rischi d’impresa.

Iniziano con ricette tendenti a stili belga e si rendono conto che può funzionare; i primi clienti sono molto contenti della loro produzione e decidono così, dopo circa un anno, di attraversare il raccordo per lanciarsi nel più competitivo mercato romano. Qui si rendono conto che senza prodotti ricchi di luppoli e amarezze non sarebbero riusciti ad affermarsi. Decidono così di adeguarsi alla richiesta uscendo con la “Hops!” e la “Bang!”, un’apa e un’ipa di spessore per conquistare i palati del popolo più vecchio del mondo.

Decidono quindi di allargarsi prendendo un impianto da 1000 litri per adeguarsi alla richiesta: al momento del nostro incontro sono nella fase di valutazione di alcuni capannoni commerciali. Restiamo in attesa dell’indirizzo definitivo, soprattutto perché Luca e Germana hanno l’intenzione di creare un front diretto per i clienti interessati a visitare il birrificio, esperienza sempre interessante e costruttiva, ed eventualmente comprare in loco.

Passiamo alla nostra serata tenuta al Monkeys Island: le birre che abbiamo avuto in degustazione sono quelle che i ragazzi di Mash Out hanno sviluppato pensando al pubblico romano: la HOPS, un’American Pale Ale da 5,2%; birra con un amaro a base resinosa e aroma con diverse sfumature fruttate e un finale maltato che lascia il palato pulito e bilanciato; brassata prevalentemente con malti Pale, Monaco e una piccola percentuale di Cara Pils. Chinhook in amaricatura, Atanuum e Eldorado in aroma, per averli poi tutti e tre in dry hopping.

La BANG, un’Ipa più aggressiva con 6,4%: un’abbondante luppolatura che dona un amaro resinoso con note di pino e un aroma agrumato con note fruttate, con profumi agrumati e fruttati molto avvolgenti. Brassata con malti Pils, Pale e un pizzico di Cara 20 e con l’aggiunta di fiocchi di frumento ad aumentare il corpo; Simcoe in amaricatura con Amarillo e Cascade in aroma. Amarillo e Cascade in dry hopping.

Possiamo soltanto aggiungere che a noi le birre sono piaciute molto, vi invitiamo a provarle per giudicare voi stessi!

MONKEYS ISLAND BIRRAIO MASH OUT LUCA PORCU
BANG MASH OUT
HOPS MASH  OUT

 

 

Link Correlati:

https://www.facebook.com/BirrificioMashout/

http://www.mashout.it

https://www.facebook.com/events/302680233397041/?action_history=null